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Riflessione su Wikileaks, applicare alla sicurezza nazionale la teoria dell'informazione

In questi giorni si sta tornando a parlare di WikiLeaks sia per alcune nuove rivelazioni, che per il fatto che vogliano farne un'opera teatrale, o un film. O anche  perché viene accostato (un po grossolanamente) agli attacchi di questo periodo dei gruppi di hacker Anonymous.

Cogliamo insomma l'occasione per tornare alle riflessioni se sia giusto o meno, in nome della libera informazione, pubblicare documenti che vorrebbero rimanere segreti.

wikileaks viola

Cercherò di dare però alla discussione, un taglio più scientifico che etico-politico, analizzando cioè in maniera più razionale possibile senza l'influenza di ideologie radicali.

 


Facciamo un esempio semplice.

Ci fu molto sconcerto quando furono pubblicati alcuni cables contenenti le coordinate geografiche di alcuni canali comunicazione importanti che permettono il collegamenti telefonici, internet ecc.

Tali canali, che a volte collegano nazioni diverse, se sabotati, possono mettere in ginocchio una nazione.

A questo punto ci si chiede: E' giusto divulgare questi dati?


Facciamoci aiutare a darci una risposta dalla teoria dell'informazione(l'informatica, per chi non lo sapesse, non è solo il PC), in particolare dallacrittografia.


Ci sono due approcci per proteggere un'informazione:

  1. Sicurezza tramite segretezza

  2. Principio di Kerckhoffs

Il primo presuppone che non si conosca come l'informazione viene nascosta (o cifrata) e basa su questo il suo punto di forza.

Il secondo si basa sul fatto che conoscere il modo in cui viene nascosta l'informazione non è sufficiente a decifrare l'informazione stessa.


Ovviamente il secondo approccio è più difficile da implementare.

Il primo risulta perdente, in quanto, la scoperta dell'informazione può essere: trafugata, scoperta per caso, o trovata impiegando ingenti risorse. Abbiamo decine di esempi di tecnologie che usavano questo approccio e sono state violate, come per esempio larete GSM.


Tornando al nostro esempio

Riportando il ragionamento fatto sinora, individuiamo che il punto debole del sistema è che si basa sulla sola segretezza dei luoghi in cui sono situati i punti nevralgici di comunicazione. Ciò è una difesa troppo labile per i motivi appena esposti.


E' tutto questo discorso una speculazione teorica? Io non credo, ma credo sopratutto che il mondo sta cambiando, e i politici stessi devono prenderne atto. La trasparenza è il futuro che loro lo vogliano o no. Chi non si adegua verrà travolto dagli scandali (nel migliore dei casi), o comprometterà la sicurezza nazionale nel peggiore.


Per approfondire i concetti e la teoria, consiglio di leggere ed esplorare i link di questo articolo.

Commenti  

 
0 #1 Ander 2011-07-14 08:14
Secondo me la censura non dovrebbe esistere.. se una cosa è vera e viene pubblicata è giusto che si sappia.. se quella cosa è falsa allora sta a chi preso in causa smentire.. ma il diritto di informare e di informazione dovrebbero essere la base di una nazione.. chi è contro o ha qualcosa da nascondere o è comunque in difetto..
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