Riflessione su Wikileaks, applicare alla sicurezza nazionale la teoria dell'informazione
Ultimo aggiornamento 14 Luglio 2011 Andrea Raso 11 Luglio 2011
In questi giorni si sta tornando a parlare di WikiLeaks sia per alcune nuove rivelazioni, che per il fatto che vogliano farne un'opera teatrale, o un film. O anche perché viene accostato (un po grossolanamente) agli attacchi di questo periodo dei gruppi di hacker Anonymous.
Cogliamo insomma l'occasione per tornare alle riflessioni se sia giusto o meno, in nome della libera informazione, pubblicare documenti che vorrebbero rimanere segreti.

Cercherò di dare però alla discussione, un taglio più scientifico che etico-politico, analizzando cioè in maniera più razionale possibile senza l'influenza di ideologie radicali.
Facciamo un esempio semplice.
Ci fu molto sconcerto quando furono pubblicati alcuni cables contenenti le coordinate geografiche di alcuni canali comunicazione importanti che permettono il collegamenti telefonici, internet ecc.
Tali canali, che a volte collegano nazioni diverse, se sabotati, possono mettere in ginocchio una nazione.
A questo punto ci si chiede: E' giusto divulgare questi dati?
Facciamoci aiutare a darci una risposta dalla teoria dell'informazione(l'informatica, per chi non lo sapesse, non è solo il PC), in particolare dallacrittografia.
Ci sono due approcci per proteggere un'informazione:
Il primo presuppone che non si conosca come l'informazione viene nascosta (o cifrata) e basa su questo il suo punto di forza.
Il secondo si basa sul fatto che conoscere il modo in cui viene nascosta l'informazione non è sufficiente a decifrare l'informazione stessa.
Ovviamente il secondo approccio è più difficile da implementare.
Il primo risulta perdente, in quanto, la scoperta dell'informazione può essere: trafugata, scoperta per caso, o trovata impiegando ingenti risorse. Abbiamo decine di esempi di tecnologie che usavano questo approccio e sono state violate, come per esempio larete GSM.
Tornando al nostro esempio
Riportando il ragionamento fatto sinora, individuiamo che il punto debole del sistema è che si basa sulla sola segretezza dei luoghi in cui sono situati i punti nevralgici di comunicazione. Ciò è una difesa troppo labile per i motivi appena esposti.
E' tutto questo discorso una speculazione teorica? Io non credo, ma credo sopratutto che il mondo sta cambiando, e i politici stessi devono prenderne atto. La trasparenza è il futuro che loro lo vogliano o no. Chi non si adegua verrà travolto dagli scandali (nel migliore dei casi), o comprometterà la sicurezza nazionale nel peggiore.
Per approfondire i concetti e la teoria, consiglio di leggere ed esplorare i link di questo articolo.








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