Gallino: Articolo 8 agghiacciante. Fiat sta lasciando l'Italia.
Ultimo aggiornamento 19 Ottobre 2011 Paolo Perini 19 Ottobre 2011
L'insistenza sul modello Marchionne "è un pretesto, Fiat sta lasciando l'Italia". Queste le parole del professor Luciano Gallino, intervistato per parlare dell'uscita di Fiat da confindustria e sull'articolo 8 da egli definito "agghiacciante"
L'articolo 8 contenuto nella legge finanziaria è per il professore "agghiacciante", perché "permette di derogare a tutte le leggi sul lavoro, l'intero diritto del lavoro" può essere superato. Tutte le norme che regolano il lavoro, i contratti, gli orari, le condizioni lavorative, le pause, le modalità eccetera sono ora derogabili se l'azienda si accorda con "l'associazioni rappresentative dei lavoratori locali". Attenzione -"siano esse espressioni locali dei grandi sindacati, ma anche piccole e locali formazioni sindacali".
Fiat lascia l'Italia, colpa del sindacato e delle leggi troppo rigide? Il professore smentisce questa
possibilità - "sembra difficile sostenere che Fiat lasci l'Italia per questi motivi - spiega - perché qui c'è la stessa organizzazione del lavoro che c'è in Polonia, Usa e altrove, non sono certo i 10 minuti di pausa in più o in meno che fanno la differenza". Sulle relazioni sindacali il professore smentisce la visione riformista che vuole il contratto aziendale come una innovazione rispetto alla contrattazione nazionale: "Marchionne vorrebbe importare qui il modello americano che è molto arretrato rispetto al modello dell'Europa occidentale". Tuttavia, chiarisce Gallino: "E' sembrato a lungo che questa offensiva sulle relazioni industriali (da parte della dirigenza Fiat n.d.r) avesse come scopo l'avere mano libera negli stabilimenti italiani, però gli stabilimenti italiani lavorano si e no una settimana al mese, in questi ultimi 6 mesi l'utilizzo degli impianti è inferiore al 50%". Quindi, per il professore è ingiustificata la e conclude: "la Fiat se ne sta andando". E dire che per evitare che la più grande e importante azienda privata se ne andasse dal Paese, i sindacati hanno firmato accordi condivisi che prevedono l'introduzione della contrattazione aziendale e il governo, prontamente, ha inserito nella legge finanziaria l'articolo 8, che altro non è che la dottrina Marchionne fatta legge. Luciano Gallino non smentisce questa interpretazione e anzi rilancia con parole dure: "non c'è più la protezione del contratto nazionale ma neanche la protezione della legge, perché l'articolo 8 prevede che a seguito di un accordo tra le associazioni dei lavoratori - locali - e la proprietà, si possa derogare a tutto. E' agghiacciante l'elenco delle cose a cui si può derogare con un accordo locale". Il professore mette infine in risalto anche la questione della forza del sindacato locale, necessariamente e logicamente inferiore rispetto a quella della confederazione nazionale, a tutto vantaggio degli imprenditori che potranno così strappare accordi e contratti a loro più vantaggiosi.
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