Bitcoin: pro e contro

14 Giu

Chi dice sì

Tra i sostenitori del sì qualcuno sottolinea, come argomentazione valida all’esistenza di un sistema come quello dei Bitcoin, le gravi falle che il sistema finanziario che governa l’intero mondo ha: ne sono un esempio le gravi crisi economiche cui tutti abbiamo assistito negli ultimi anni. Seguendo questa logiche, si potrebbe pensare che alcune persone guardino ai Bitcoin come a un’alternativa, a un modo di risolvere a monte il problema della creazione delle monete.

Del resto, il denaro, inteso come banconota, ha un valore che nasce da un accordo tra chi emette la moneta e chi la usa; entrambe le parti, quindi, concordano sul fatto che una determinata banconota ha un preciso valore. L’unico istituto che può stampare moneta è la BCE, altrimenti conosciuta come la Banca Centrale dell’Unione Europea, formata da un’associazione di banche centrali di ogni nazione, come Banca d’Italia per l’Italia.

Ma se le banche non sono pubbliche, e quindi non sono di proprietà dello Stato, quando uno stato d’Europa ha bisogno di denaro deve chiederlo necessariamente alla BCE, promettendo ovviamente di restituirlo. La BCE acquista il debito di uno Stato e in cambio gli eroga del denaro.

Se lo Stato però non è in grado di sanare un debito, questo aumento di anno in anno. Ed ecco che è qui che si inserisce l’argomentazione di chi è a favore di questo genere di sistema cui appartengono i Bitcoin. I Bitcoin si sottrarrebbero a questo genere di logica, introducendo di fatto il principio che la moneta appartiene al popolo. In questo caso, poi, il denaro sarebbe sempre disponibile e i cittadini potrebbero disporne quando e come vogliono.

Un’ultima considerazione, utilizzata sempre come argomentazione a favore di questo sistema: la quantità massima di denaro che è possibile generare con i Bitcoin è pari a 21 milioni. Questo significa, in altre parole, che oltre questa soglia non si potrebbe più generare denaro, e che si annullerebbe, di fatto, il rischio di inflazione.

Le ragioni del no

A questo punto è doveroso introdurre anche le ragioni di chi, invece, è completamente contrario alla pratica dei Bitcoin e a questo tipo di sistema. La prima argomentazione avanzata dalla schiera dei “no” è che i Bitcoin possono diventare la valuta ufficiale di chi effettua commercio illegale on line.

Il problema principale è che ciascuna transazione non è di fatto attribuibile a una persona fisica, ma solo al Bitcoin Address, e la situazione è ulteriormente aggravata dal fatto che, al momento, non esiste una regolamentazione in materia che possa escludere queste eventualità. Del resto, sarebbe già solo complesso definire le singole competenze territoriali in tema legislativo e, quindi, la questione si complica ulteriormente.

La mancanza di una struttura legislativa, che regoli questo genere di pratica, rappresenta sicuramente un motivo in più per preoccuparsi di eventuali traffici illeciti che verrebbero veicolati da questo sistema di pagamento. Chi è contrario ai Bitcoin, quindi, teme, in altre parole, che se questo metodo di pagamento si diffondesse a macchia d’olio nel mondo virtuale, aumenterebbe il pericolo che si venga a creare una specie di Babele finanziaria che farebbe comodo ai criminali e a persone dedite al traffico illecito.

A queste motivazioni si aggiunge il fatto che, se da una parte il rischio di inflazione fosse davvero azzerato, d’altro canto non si avrebbe mai la certezza di una moneta stabile, dato che il valore di Bitcoin è decisamente fluttuante, come spiegato inzialmente.

Cosa si evince, allora, da tutto questo? Una cosa è certa: è ancora troppo presto, forse, per fare valutazioni ufficiali e per pensare a una moneta che si discosti a tutti gli effetti dal sistema ufficiale. La discussione, insomma, è aperta, ma quello che conta davvero è essere sufficientemente informati, anche in un campo tecnico e delicato come la finanzia, per molti difficile da comprendere in tutte le sue logiche, per poter elaborare un pensiero libero e strutturato.