Ceramica di Caltagirone: differenze tra maioliche e manufatti in terracotta

17 Lug

La ceramica di Caltagirone è una delle eccellenze italiane nel mondo. Ancora oggi i ceramisti di Caltagirone sono famosi ovunque per la bellezza e la qualità degli oggetti realizzati. Tra i manufatti che tuttora vengono realizzati dai ceramisti troviamo i vasi in terracotta e le maioliche. Del resto, quando si parla di ceramica ci si riferisce a diversi tipi di prodotti, tra cui la porcellana, la maiolica e anche la terracotta. Tutti questi prodotti, però, sono accomunati di impiegare lo stesso materiale, ovvero l’argilla, conosciuta anche con il nome di creta. L’argilla varia in base al luogo in cui viene estratta e consente di ottenere, in seguito a diversi tipi di lavorazione, oggetti di grandissimo valore artistico.

Tecniche di lavorazione dell’argilla

La ceramica di Caltagirone può sfruttare diverse tecniche di lavorazione della creta. Abbiamo la lavorazione al tornio che consiste nel porre la pasta, una sorta di terracotta semisolida, su un tornio. Il tornio è una struttura di forma cilindrica che può funzionare sia tramite un pedale che elettricamente. In questo caso, l’argilla viene lavorata al fine di ottenere figure geometriche dalle forme perfette.

La lavorazione a colombina veniva utilizzata prima che fosse inventato il tornio, un discorso che vale anche per la ceramica Caltagirone. Gli artigiani avevano l’abitudine di stendere la pasta al fine di ottenere dei fili di creta che poi vengono messi uno sopra l’altro con l’obiettivo di ottenere manufatti più o meno grandi dalle forme non perfette.

La lavorazione a stampo consiste nell’impiego di uno stampo in gesso che ha l’obiettivo di replicare l’oggetto che si vuole riprodurre. All’interno di questo stampo vi si fa colare dell’argilla liquida che aiuta il gesso a dare la giusta forma all’oggetto. Dopo aver versato l’argilla liquida bisogna attendere che l’oggetto asciughi. In seguito è necessario procedere alla prima cottura.

La lavorazione a pressa si caratterizza per l’utilizzo di argilla più dura e di due matrici di stampo. Gli stampi vengono montati attraverso una macchina che, appunto, prende il nome di pressa e che, dal momento in cui comincia a lavorare, se dotata di una quantità sufficiente di argilla, comincia a dare la forma richiesta all’oggetto.

Lavorazione della terracotta

Per comprendere in cosa consiste la terracotta basterebbe accennare soltanto all’etimologia del termine. La parola terracotta è divisa dai termini terra e cotta. La terra cotta altro non è che argilla che viene cotta a temperature molto elevate. Al termine della fase di lavorazione la terracotta mostra un colore vicino al grigio mentre al termine della cottura la terracotta assume un colore marrone. In questo modo si ottengono oggetti di terracotta pregiati e realizzati con la ceramica di Caltagirone.

Lavorazione della maiolica

Per riferirsi alla maiolica spesso si usa semplicemente il termine ceramica. In realtà, quando si parla di maiolica il riferimento va ad una cottura che avviene a temperature davvero molto alte, in grado di raggiungere i 1000 gradi centigradi per la prima cottura. La seconda cottura avviene a temperature leggermente più basse della prima ma comunque piuttosto elevate. Le maioliche della ceramica di Caltagirone hanno il vantaggio di essere molto resistenti e di avere una durata potenzialmente anche infinita.