Chi sorride di più vive 100 anni

10 Mar

Sapevate che l’ossitocina, l’ormone che induce le contrazioni del parto, è anche in grado di toglierci la paura nelle situazioni quotidiane difficili? E che può essere attivata da un semplice sorriso? E quanto ha rivelato un nuovo filone di ricerca, aperto dalla ricercatrice svedese Kerstin Moberg e dall’americano Paul Zak, sulla base dell’altro fondamentale ruolo fin qui conosciuto del neurormone ossitocina: quello di facilitare il legame madre-figlio dopo la nascita e di rassicurare il piccolo nel nuovo ambiente.

Adesso si è scoperto che il meccanismo dell’ossitocina resta attivo anche nella vita adulta e che per innescarlo basta un sorriso. «Si tratta di circuiti complessi molto antichi che possiamo manipolare a nostro favore per sentirci più rilassati, sicuri e pronti a socializzare anche nelle situazioni di paura, incertezza e stress», spiega Filippo Ongaro, direttore scientifico dell’Istituto di medicina rigenerativa e Anti-Aging American e vicepresidente dell’Associazione Medici Italiani Antiaging (AMIA) «Dobbiamo sapere che il sistema nervoso centrale è in grado, in pochissimi istanti e in maniera subconscia, di determinare se una certa situazione, un contesto o una persona ci trasmettono una percezione di paura, insicurezza e pericolo piuttosto che di tranquillità e fiducia. Nel primo caso, sempre il sistema nervoso mette in atto autonomamente un meccanismo di difesa, in grado di sopprimere totalmente la nostra capacità di esprimere gioia e di socializzare, enfatizzando invece le risposte, come l’espressione del viso o il tono della voce, legate al combattimento e alla fuga».

Reazioni ormonali

A sua volta, questa risposta automatica di allerta determina una serie di reazioni a livello ormonale, prima fra tutte la secrezione degli ormoni dello stress: adrenalina, cortisolo e dopamina. «La chiave per inibire il meccanismo perverso consiste nel prendere coscienza dell’ambiente ostile e reagire, imponendosi i comportamenti tipici della socialità, primo fra tutti il sorriso», suggerisce Ongaro. Sorridendo, dunque, innescheremo la produzione di ormoni che inibiscono la paura e lo stress, fra i quali appunto il neurormone ossitocina, che ci permetterà di aprirci agli altri e di rendere il più efficace possibile l’interazione sociale. Inoltre faremo salire anche il livello delle endorfine, gli ormoni del buonumore, che alleviano il dolore e abbassano la pressione sanguigna.
Meno stress, vita più lunga Non basta Ha dell’incredibile il risultato di una ricerca della Wayne State University (Michigan, Usa) che ha analizzato le fototessere dei giocatori in forza alla Major League di base all nel 1952: l’ampiezza del loro sorriso permetteva addirittura di prevedere la lunghezza della loro vita!

I giocatori che avevano un’espressione seria hanno vissuto in media solo 72,9 anni, contro la media di 79,9 anni di quelli che davanti alla macchina fotografica avevano sfoderato un bel sorriso. «Chi sorride allunga la propria vita perché riesce a modulare lo stress connesso a una longevità ridotta», spiega Ongaro. «Come confermano gli studi di psiconeuroendocrinoimmunologia (Pnei), una disciplina integrata che si occupa delle interconnessioni fra il sistema nervoso, il sistema endocrino e il sistema immunitario, lo stress prolungato induce una serie di risposte profonde che giungono fino al sistema immunitario, predisponendo il soggetto a numerose patologie che accorciano la vita: problemi cardiovascolari, tumori, ipertensione, ictus, deficit delle difese immunitarie, ulcere gastriche, depressione, ansia, problematiche della sfera sessuale ecc. Ecco perché il meccanismo sorriso-ossitocina permette di spegnere efficacemente lo stress prolungato, allungandoci la vita».