Cosa ci fa un cane ad una cerimonia di stato?

7 Apr

Mascotte dei Carabinieri a cavallo, ha partecipato all’insediamento del Presidente Mattarella. Ma se arriva in Italia un capo di stato estero, chi dovrà porgergli il primo saluto? Quali autorità dovranno essere presenti? Come andrà accolta la first lady? Tutto è stabilito da uno speciale protocollo.

Immaginate che a Bruxelles si organizzi una conferenza con i ministri dell’economia dei diversi paesi dell’Unione Europea. Bisognerà disporli attorno a un tavolo? Sarà più appropriato un tavolo rettangolare, quadrato o rotondo? Nell’ordine delle precedenze, vengono prima i viceministri o i sottosegretari? A tutte queste domande risponde il cerimoniale. Anzi i cerimoniali, dal momento che in Italia ne esistono tre.

Il primo è il Cerimoniale di Stato che nasce nel 1948 per sostituire quello del Regno d’Italia, a sua volta derivato dal cerimoniale della corte sabauda. Il passaggio dalla Monarchia alla Repubblica rese infatti necessario modificare e ridefinire tutti gli aspetti connessi all’utilizzo della bandiera nazionale, dell’inno e degli emblemi di Stato, oltre a chiarire l’ordine delle precedenze tra le nuove cariche e i diversi ministri. Il Cerimoniale di Stato ha oggi due uffici: uno presso Palazzo Chigi, sede della Presidenza del Consiglio dei Ministri e l’altro al Quirinale, presso la Presidenza della Repubblica.

Perché? Perché si occupa anche degli eventi ufficiali ai quali partecipa il presidente della Repubblica e cura gli incontri e gli impegni del presidente del Consiglio. Il secondo cerimoniale del nostro paese è il Cerimoniale diplomatico della Repubblica italiana, che ha sede presso il ministero degli Affari Esteri e si occupa dei rapporti fra le istituzioni italiane e i rappresentanti di altri Stati; in particolare cura sia le visite all’estero delle autorità italiane sia le oltre 200 visite in Italia di capi di Stato e governo esteri.

Il Cerimoniale militare, infine, ha sede presso il ministero della Difesa e si occupa del protocollo sotto il profilo militare. Per capire a che cosa servano tutti questi cerimoniali, occorre partire da ciò che dicono gli esperti e i diplomatici di lungo corso: il vero protocollo è quello che non si vede. In effetti, quando durante una cerimonia ufficiale o un incontro diplomatico tutto fila liscio come l’olio, l’intenso lavoro dietro le quinte svolto dagli addetti al cerimoniale non appare in alcun modo; al contrario, è proprio quando qualcosa va storto o si commette una gaffe che l’importanza del protocollo e la sua vera funzione balzano sotto i riflettori.

Il tappeto rosso: un’usanza antica

In tutto il mondo, il tappeto rosso è d’obbligo quando si tratta di accogliere ospiti d’eccezione, come capi di stato, presidenti e leader in visita ufficiale. Viene srotolato all’aeroporto, alla base della scaletta e lungo la pista, e durante il picchetto d’onore, nel cortile della sede istituzionale scelta per l’occasione.

In primo luogo è un antichissimo modo di onorare gli ospiti importanti: è un omaggio di benvenuto riservato a sovrani o altissimi dignitari sin dai tempi dell’antica Grecia. In secondo luogo, dà un’indicazione di dove andare: agevola il percorso ai capi di stato durante le visite ufficiali e facilita il lavoro di controllo da parte delle forze dell’ordine. La scelta se srotolarlo o meno appartiene all’ufficio del Cerimoniale dello Stato ospite, che può regolarsi come meglio crede; capita che vi rinunci per ragioni particolari.

Per esempio, papa Benedetto XVI arrivò all’aeroporto di Edimburgo, in Scozia, nel 2010, per una visita, ma non trovò il tappeto rosso: a causa del vento, le autorità lo avevano rimosso per ragioni di sicurezza.

I colori pantone della bandiera

II tricolore è un simbolo della nostra patria così importante che il vilipendio della bandiera, cioè gli atti d’offesa o disprezzo, come il rogo in pubblico, sono considerati un reato penale. E quindi del tutto logico che il Cerimoniale di Stato regoli le caratteristiche della nostra bandiera e la sua esposizione pubblica.

Il tricolore non può avere colori a caso, ma deve rispettare i “codici pantone” ufficiali (Verde 17-6153, Bianco 11-0601, Rosso 18-1662) e le misure prestabilite (3 x 2 m con asta di 4 m; 4,5 x 3 m con asta da terra di 8 m; 1,5 x 1 m con asta da interno di 2,5 m). La bandiera italiana con quella dell’Unione Europea è esposta all’esterno delle sedi di organi costituzionali e di rilievo costituzionale (Governo, Ministeri, Parlamento, uffici giudiziari, ecc.) e deve osservare una regola essenziale: va alzata o ammainata per prima e deve occupare il posto d’onore, che è quello a destra, se le bandiere sono pari, o quello al centro, se dispari.

I regali di rappresentanza

Negli incontri ufficiali tra autorità, nelle visite di stato e in altre situazioni formali, il Cerimoniale prevede uno scambio ufficiale di doni, i cosiddetti regali di rappresentanza. Gli esperti di cerimoniale discutono a lungo su opportunità, valore simbolico ed economico del regalo. Alcuni sono decisi dal Quirinale per le personalità istituzionali straniere, altri vengono acquistati dai funzionari del Cerimoniale di Stato.

La scelta è delicata e si cura che il singolo dono sia proporzionato al rango delle personalità cui è destinato. I doni che le autorità si scambiano non vanno mai incartati o impacchettati per ragioni sia di praticità sia di sicurezza; inoltre non devono mai essere personalizzati con il nome o la firma perché sono doni tra rappresentanti di istituzioni e non tra singole persone. Nella storia recente non sono mancati i doni bizzarri; l’ex presidente Usa Ronald Reagan soleva regalare ai propri “colleghi” barattoli in vetro pieni di caramelle colorate. Un regalo dolce e “risparmioso”.

Il presidente è sempre il primo

Il Cerimoniale di Stato si occupa di definire con rigore l’ordine delle precedenze nelle cerimonie pubbliche, cioè stabilisce chi deve venir prima e chi dopo o quali autorità debbano sedere in prima fila e quali dietro. Questo aspetto del protocollo da un lato dà valore al rango e alla gerarchia delle cariche istituzionali, dall’altro evita il disordine. In Italia, il primo posto spetta al presidente della Repubblica; il secondo spetta ai due presidenti di Camera e Senato (dei due, precede il più anziano) e solo dopo viene il presidente del Consiglio, cioè il premier. Dietro di lui, il protocollo prevede il presidente della Corte Costituzionale e i presidenti emeriti della Repubblica (cioè gli ex presidenti della Repubblica).

I vari ministri vengono dopo i vicepresidenti di Camera, Senato, Consiglio dei Ministri e Corte costituzionale e devono rispettare una gerarchia interna: il Cerimoniale, infatti, stabilisce che vengano prima i ministri titolari di dicastero (ad esempio, Affari Esterni, Interno, Giustizia, ecc.) e poi i ministri senza portafoglio (come per esempio il Ministro per gli Affari Europei o il Ministro per i Rapporti con il Parlamento); all’interno di ciascun ministero, infine, il vice Ministro viene prima del Sottosegretario.