Finanziamenti alle imprese: le chance per il mondo femminile

18 Lug

In Italia, così come nel resto dell’Europa, da anni si sta cercando di recuperare un lungo ritardo che riguarda i diritti delle donne. Uno dei diritti per i quali il mondo femminile si batte è quello del lavoro. Le donne di oggi vogliono lavorare, la vita da casalinga non rappresenta la loro ambizione. Esse vogliono realizzarsi anche dal punto di vista professionale e negli anni le associazioni di categoria hanno sostenuto molti sforzi affinché quello che sembrava un sogno diventasse realtà. Oggi esistono varie forme di finanziamenti alle imprese per le donne che vogliono mettersi in proprio e creare una nuova attività.

La legge sull’imprenditoria femminile

Conoscere le leggi che regolano il settore dei finanziamenti alle imprese gestite da donne è una buon punto di partenza per cercare di farsi strada in un ambito comunque molto delicato. La legge 215 del 1992 è lo strumento utilizzato dal Ministero delle Attività Produttive per stanziare fondi e contributi alle imprese femminili.

La legge sull’imprenditoria femminile prevede finanziamenti alle nuove imprese che abbiano i seguenti requisiti:

  • Società cooperative o di persone formate almeno per il 60% da donne
  • Società di capitali con quote di partecipazione, almeno dei 2/3, possedute da donne
  • Imprese individuali gestite interamente da donne
  • Imprese, enti di formazione, consorzi, associazioni e ordini professionali che organizzano corsi di formazione imprenditoriale o che offrono servizi di consulenza e di assistenza, con almeno il 70% delle quote possedute da donne

I soggetti beneficiari di queste forme di finanziamenti alle imprese sono quelli che rientrano nell’ambito della piccola impresa e che, dunque, hanno:

  • Non più di 50 dipendenti
  • Un fatturato non superiore ai 7 milioni di euro o un totale di bilancio non superiore ai 5 milioni di euro
  • Indipendenza da imprese partecipanti

I settori soggetti ai finanziamenti e le spese ammissibili

Sempre secondo la legge 215 del 1992 possono essere concessi finanziamenti alle imprese per le donne che, oltre a rispettare i requisiti prima elencati, vogliano creare nuove imprese che appartengono a tali settori:

  • Artigianato
  • Agricoltura
  • Industria
  • Commercio
  • Servizi
  • Turismo

I finanziamenti alle imprese al mondo femminile sono concessi per tali finalità:

  • Avvio di nuove attività
  • Acquisizione di attività già esistenti
  • Progetti aziendali innovativi
  • Acquisizione di servizi reali

Secondo la legge 215 le spese ammissibili possono entrare a far parte dei finanziamenti alle imprese attraverso l’acquisto diretto oppure o mediante un sistema di locazione finanziaria. Queste spese riguardano:

  • Studi di fattibilità e piani d’impresa, per il 2% dell’investimento ammesso
  • Progettazione e direzione dei lavori, per il 5% dell’importo per le opere murarie
  • Attrezzature e macchinari
  • Impianti generali
  • Opere murarie, per il 25% degli impianti e dei macchinari
  • Beni usati, ma solo per l’acquisto di attività già esistenti
  • Software informatici
  • Brevetti
  • Attività già esistenti
  • Servizi reali

Non rientrano nelle spese ammissibili:

  • Acquisto di minuterie ed utensili di utilizzo manuale comune
  • Spese relative alla manutenzione ordinaria
  • Acquisto di beni ad utilizzo promiscuo
  • Scorte di materie prime, semilavorati e materiali di consumo nonché acquisto di terreni e fabbricati
  • Beni usati, eccezion fatta per l’acquisto di attività già esistenti

I finanziamenti alle imprese femminili possono essere concessi in diverso modo:

  • Attraverso un contributo a fondo perduto
  • Tramite un credito d’imposta
  • Mediante un finanziamento agevolato