I fratelli aiutano a crescere

13 Apr

Amandosi, odiandosi e contendendosi le attenzioni di mamma e papà, i fratelli hanno una palestra di vita che manca ai figli unici. Per sfruttarla al meglio, però, occorre che i genitori sappiano gestire i conflitti: troppi favoritismi generano tensioni che non si risolvono più. E adulti depressi.

Si amano e non possono fare a meno l’uno dell’altro, in alcuni casi. In altri, i contrasti e le gelosie li portano a separarsi a lungo. I fratelli sono le prime persone con cui ci confrontiamo alla pali: è con loro che cresciamo e con-dividiamo le gioie e le difficoltà a relazionarci con i genitori. I fratelli sono importanti per il nostro sviluppo psicologico, anche se sono spesso causa di contrasti.

«Sovente si pensa che essere figli unici sia una condizione di privilegio e in un certo senso questo è vero», spiegano ad AinmeAurora Mastroleo e Mariangela Mazzoni, psicoterapeute dell’Associazione Pollicino e Centro crisi genitori onlus di Milano e autrici di Fratelli. Come gestire la relazione, come intervenire nei litigi, come amarli nella diversità.

Bisogna gestire il conflitto

«Tuttavia la relazione tra fratelli può rappresentare un fattore eccezionale per la maturazione dei bambini, a patto che l’ambiente famigliare consenta di affrontare ed elaborare le naturali conflittualità». Il conflitto è inevitabile: «La fratellanza è una guerra fisica, affettiva, scolastica e verbale», scrive Marcel Rufo, psichiatra infantile all’Hòpital de la Timone di Marsiglia e autore di Fratelli e sorelle. Una malattia d’amore. Secondo una ricerca dell’Università del Missouri (Usa), i conflitti più aspri sono legati all’invasione degli spazi personali, come quando uno prende un oggetto dell’altro. Ma se gestite correttamente, anche queste dinamiche sono arricchenti. In fondo, il legame tra fratelli è la relazione più intima e duratura che si possa sperimentare con un proprio pari.
«Gelosia e invidia appartengono al funzionamento fondamentale dell’affettività dell’essere umano fin dalla tenerissima età», spiegano Mastroleo e Mazzoni. «Nel percorso di maturazione che consente la progressiva separazione psicologica del bambino dalla sua mamma, la presenza di un fratello o di una sorella acuisce facilmente questi sentimenti». La gelosia tra fratelli nasce dal dubbio del bambino rispetto al posto che occupa all’interno della famiglia e nei desideri di mamma e papà. Così è frequente che gli psicologi infantili abbiano a che fare con bimbi con un comportamento alimentare alterato (ad esempio bimbi che fanno i capricci a tavola, che mangiano troppo o che rifiutano il cibo) sviluppatosi all’arrivo di un fratellino.

A tavola esce il peggio

«La tavola rappresenta il teatro in cui prende corpo la scena famigliare», aggiungono le psicologhe: «Basta pensare a quanto spesso le liti tra fratelli si scatenino a cena, sulla base di rivendicazione di gusti diversi o di contese per il posto a sedere». Su questi sentimenti i genitori devono interrogarsi: se gestite male, e autore di Fratelli e sorelle. Una malattia d’amore. Secondo una ricerca dell’Università del Missouri (Usa), i conflitti più aspri sono legati all’invasione degli spazi personali, come quando uno prende un oggetto dell’altro. Ma se gestite correttamente, anche queste dinamiche sono arricchenti.

In fondo, il legame tra fratelli è la relazione più intima e duratura che si possa sperimentare con un proprio pari.
«Gelosia e invidia appartengono al funzionamento fondamentale dell’affettività dell’essere umano fin dalla tenerissima età», spiegano Mastroleo e Mazzoni. «Nel percoso di maturazione che consente la progressiva separazione psicologica del bambino dalla sua mamma, la presenza di un fratello o di una sorella acuisce facilmente questi sentimenti». La gelosia tra fratelli nasce dal dubbio del bambino rispetto al posto che occupa all’interno della famiglia e nei desideri di mamma e papà. Così è frequente che gli psicologi infantili abbiano a che fare con bimbi con un comportamento alimentare alterato (ad esempio bimbi che fanno i capricci a tavola, che mangiano troppo o che rifiutano il cibo) sviluppatosi all’arrivo di un fratellino.

Gelosia e invidia possono portare a conseguenze che si trascinano negli anni. Uno studio dell’Università di Harvard (Usa) ha evidenziato ad esempio un aumento del rischio di depressione in fratelli con rapporti conflittuali. L’analisi, condotta su 229 uomini seguiti per, oltre 30 anni, ha evidenziato come talvolta conflitti infantili non sopiti possano essere riattivati, in età adulta, da presunti favoritismi dei genitori, problemi legati alla loro cura una volta anziani o dispute sull’eredità.

Risvolti in età adulta

Ma c’è anche il rovescio della medaglia: avere un buon rapporto con il proprio fratello o sorella aiuta nelle relazioni con l’altro sesso. All’Università del Texas (Usa) sono stati osservati adolescenti mentre parlavano con il loro partner: quelli che avevano un fratello maggiore di sesso opposto parlavano di più e con più naturalezza. Le ragazze con un fratello più grande, ad esempio, si sentivano più a loro agio e ridevano di più: probabilmente la familiarità derivava da un’esperienza fraterna positiva. Certo, da grandi i rapporti possono cambiare: «Non sempre rimane una profonda intimità tra fratelli», spiega Judy Dunn, psicologa all’Università di Cambridge (GB), «ma più un senso di vicinanza, di appartenenza alla stessa famiglia». Ciò non toglie che l’imprinting resti vivo e plasmi i nostri rapporti per tutto il resto della vita.