La moda: corsi e ricorsi stagionali

3 Apr

Quando si parla di moda spesso si tende ad associare questo settore a qualcosa di futile e frivolo. Per la maggior parte delle persone la moda è pura apparenza ed è da relegare, proprio per questo motivo, alla sfera delle scienze e dei mestieri che appartengono all’essere.

Che cos’è la moda?

La moda, insomma, viene interpretata come qualcosa di utile per gli stilisti e le modelle e – più in generale – per le riviste patinate che vivono di questo mondo. Dall’altra parte della moda, poi, nel mondo reale ci sarebbero le persone ‘normali’ che non hanno il tempo nè la possibilità economica di adattare il proprio apparire alle tendenze che cambiano stagione dopo stagione. Ma la moda è davvero questo, o forse c’è qualcosa di più dietro questo settore? Per la maggior parte degli stilisti la moda in realtà interpreta il proprio mestiere come un’arte capace di vestire l’essere di ogni uomo e di ogni donna. I vestiti, insomma, non sarebbero pura e semplice apparenza ma – al contrario – rappresenterebbero l’essere di ciascun individuo. Per l’apparenza della moda, in effetti, passa l’essenza e la sensibilità di ciascuno di noi. Da una scollatura provocante, non a caso, siamo in grado di scorgere una donna esuberante e spigliata mentre da una gonna a pieghe che calza all’altezza del ginocchio intravediamo già una ragazza timida e poco incline al rapporto con gli altri. Il modo in cui ci vestiamo, in qualche modo, esprime il nostro modo di essere e spesso – sia gli uomini che le donne – utilizzano gli abiti per comunicare qualcosa di se, per esprimersi e farsi conoscere dagli altri.

La moda: trasformazioni, tendenze e novità

Considerata da questa prospettiva, quindi, la moda è tutt’altro che futile. La moda è l’espressione di uno stilista che è un artista e che – mediante il disegno, la scelta dei tessuti e il confezionamento di un abito – realizza un’opera d’arte come un pittore – ora dopo ora – rappresenta sulla tela l’opera che è la conseguenza del genio e dell’ispirazione artistica. Non è possibile, quindi, definire la moda ma è possibile in qualche modo sapere in che modo la moda è stata interpretata nel corso del tempo. Per moda, infatti, non si è sempre fatto riferimento agli abiti: i passato, infatti, la moda rappresentava i costumi di un popolo intesi come abitudini e tradizioni e solo in epoche relativamente recenti la moda è stata associata quasi ed esclusivamente alle passerelle e agli abiti disegnati dagli stilisti famosi. Quando si parla di moda oggi si fa riferimento agli abiti, ma in realtà la moda è anche un’abitudine, un comportamento, una tendenza, un modo di essere al mondo. E come le abitudini e i comportamenti anche la moda dei vestiti e degli accessori cambia stagione dopo stagione per poi tornare in voga alla fine di un ciclo. Negli anni sessanta, ad esempio, andavano in gran moda i pantaloni a zampa di elefante che poi sono scomparsi per oltre un decennio prima di essere riproposti da tutti gli stilisti nelle collezioni 2015 sia invernali che estive. La moda insomma non cambia mai veramente del tutto ma è l’espressione perfetta di un passato che non muore mai e che – al contrario – si rinnova, si ricicla con uno slancio vitale sempre nuovo che solo la matita di un grande stilista è in grado di imprimere a qualcosa che in sè è già vecchio. Nella moda, invece, il vecchio si rinnova e appare sempre come qualcosa di assolutamente nuovo e unico e proprio per questo desiderabile da tutti. Questo è il gioco – e naturalmente il grande business – della moda oggi.