La stagione dei fiori

17 Mag

Sandali e foulard tappezzati di petali, protagonisti di stampe e decorazioni. Da abbinare a camicie, occhiali e borse a tema.

Moda 2015: tra fiori e arance

Ce ne siamo accorti durante il salone del Mobile e naturalmente ce ne accorgeremo ancora di più nei prossimi mesi. Le tre F dell’eccellenza italiana, si stanno infatti evolvendo in un unicum dai confini sfumati, dove un elemento compenetra nell’altro con risultati non di rado eclatanti. Se il rapporto fra arte e cibo viene esplorato in quella che sarà sicuramente una delle mostre più visitate dell’anno, Arts&Foods, quello fra cibo e moda, entrambi nutrimenti dell’uomo come ha tenuto a sottolineare l’ambassador di Expo, Giorgio Armani, presenta risvolti e opportunità che vanno oltre la semplice stampa di frutta e verdura su gonne e camicie, così com’è stato di recente per molti stilisti. A quasi centocinquant’anni dallo sviluppo dei colori chimici e dalla loro applicazione (in origine molto invasiva, tanto che i tessuti e gli abiti di fine Ottocento conservati nei musei sono non di rado in condizioni di conservazione peggiori di quelli del Settecento), le tinte naturali, derivate da erbe o vere e proprie verdure stanno tornando di moda. Non pensate ai soliti abiti etnici, un po’ tristanzuoli: a Milano non lo sono affatto quelli di Canvas, mentre le francesine della collezione primavera estate Moreschi sono tinte a mano con una miscela tratta dalla vinacce delle uve di casa Antinori.

Vivienne Westwood, esegeta della teoria ‘Buy less, choose well, make it last’ (Compra meno, scegli bene, fallo durare nel tempo) ha lanciato già per la stagione inverno 2014-2015 una serie di capi in maglia a tintura vegetale dai nomi irresistibili (uno fra tutti i veglie jumpers), estratti da bacche, frutti e radici mentre Stella McCartney sta dimostrando, collezione dopo collezione, come si possa creare nella moda di tendenza senza inquinare il pianeta o uccidere gli animali. Oltre alla Westwood e a Stella McCartney, sono in apparenza le stiliste più giovani quelle più attente all’aspetto ecologico della moda BioCouture o Adriana Santonocito ed Enrica Arena, trentenni di Catania che pochi giorni fa a Ginevra hanno vinto il premio alla miglior stat up mondiale attribuito dall’Unece Ideas for Change Award a Orange Fiber: il loro tessuto ricavato dalle arance grazie al supporto delle nanotecnologie ha convinto sia la giuria della commissione sia il voto dei selezionatori on line