L’eleganza del cibo

18 Giu

L’eleganza della moda e il piacere culinario sono sempre più legati tra loro. Fiori all’occhiello del nude in Italy e settori trainanti della nostra economia. Due mondi che, spesso, sono considerati così distanti ma la cui connessione e contaminazione, invece, negli ultimi anni, si sta sempre più consolidando. Fino a poco tempo fa la parola “cibo” era un termine quasi proibitivo nel fashion system, perché associata ai chili di troppo e a taglie lontane dalle misure della moda. Stilisti e chef, oggi, condividono codici di comunicazione e offrono esperienze e percorsi di lusso senza dimenticar-ne il valore Indico ed edonistico. In occasione di EXPO 2015, il cui tema dominante è “Nutrire il pianeta”, è impossibile non parlare di nutrizione e quindi di cibo, energia per la vita. Dal mondo naturale e da quello dell’alimentazione, le storiche maison di moda e i giovani stilisti emergenti hanno tratto ispirazione per le loro collezioni dando vita ad abiti che si trasformano in piatti prelibati.

La moda si reinventa in cucina sfruttando una passione comune a tutti, quella per il cibo, che diventa anche metafora di genuinità, naturalezza, qualità e piacere stilistico lontano dai diktat dei trend.
L’Esposizione Universale 2015 di Milano ha scelto la moda, nel calendario degli eventi organizzati a Roma, come protagonista della mostra L’eleganza del cibo. Tales about food and fashion promossa dall’Unione degli Industriali di Roma e del Lazio, dall’Assessorato Cultura e Turismo Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, dalla Regione Lazio e con il Patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e di EXPO Milano 2015. L’esposizione è ospitata, dal 19 maggio al l° novembre 2015, all’interno dei Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali, un sito archeologico di rara bellezza, prestigioso per storia e per eleganza architettonica.

Il luogo ideale dove si racconta la moda, vista nelle varie accezioni, dal tessuto, al ricamo, all’abito, all’accessorio, e il binomio indissolubile stretto con il cibo senza tralasciare richiami alla natura e ai quattro dementi. La moda sfrutta colori e fantasie mutuate dal mondo del food e li traduce sul tessuto facendo subito tendenza. Così Erro Ci suo lo slogan “We are what we eat” e le stampe della Maison si colorano di pasta e crostacei crudi. Ice cream golosi, sushi, frutta che tra i primi Ken Scott ha scelto di inneggiare attraverso le vivaci stampe dei suoi abiti: asparagi, piselli, carciofi, mele, diventano “meraviglioso orto” da indossare. Ma l’ispirazione proviene anche dall’American fast food reinterpretato da Moschino che da sempre ha trattato il cibo con ironia e come strumento di denuncia sociale. I diversi formati di pasta diventano dettagli preziosi e danno vita a fantasie geometriche e floreali.

Gattinoni ha dedicato un’intera Collezione di Alta Moda al cibo: in mostra il “bread dress” con bustier scolpito con vere spighe di grano e pantaloni in juta ricamati con biscotti e salatini glassati e cristallizzati. Colori e contrasti, accostamenti strani tra dolce e salato: anche il food design sembra ispirarsi alla moda, da cui trae l’attenzione al bello e alla cura dei dettagli. Un gioco di creatività, illustrato dalle grandi firme e da nuovi talenti della moda, tra i quali Tiziano Guardini e Italo Marseglia, che viene narrato nel suo evolversi attraverso le opere esposte che si dividono tra abiti e accessori, dagli anni ’50 ai giorni nostri, a favore di una visione d’insieme che rispetta l’unicità dell’idea.

Abiti, accessori, immagini fotografiche e video, ologrammi, video mapping e visual-art costruiscono un percorso creativo contemporaneo dove il made in Italy, l’alto artigianato e quindi la tradizione del “bello e ben fatto” sono espressione evidente di come  e quanto la moda ha saputo trarre ispirazione dalla nutrizione. Il percorso espositivo, inoltre, è arricchito dalle fotografie dell’artista coreana Yeonju Sung, un racconto onirico che narra, attraverso 8 immagini, come il cibo possa dialogare con l’abito e assumerne le forme. Un viaggio creativo dove si gioca sostituendo alla parola moda, la parola cibo. Perché la moda veste il corpo, esaltandolo e proteggendolo, mentre il cibo lo attraversa e lo alimenta: entrambi hanno, dunque, la medesima finalità. Due pilastri della creatività e della cultura italiana che fatalmente s’incontrano irrobustendo sempre più il loro legame. Un mix di colori e odori in grado di far venire l’acquolina al primo sguardo. Si sorride di questa “strana coppia” approfondendo e sensibilizzando le mille sfumature legate ad essa e il rispetto per la natura e per l’ambiente.