Marmo nell’arredamento: in o out?

2 Lug

Marmo nell’arredamento

Uno dei materiali per l’arredamento più usato fin dall’antichità è il marmo. Le sue indiscutibili qualità lo rendono la prima scelta soprattutto nella costruzione di scale e mattonelle per il rivestimento dei pavimenti, o per il piano di lavoro di una cucina e per i tavoli o ancora per l’arredo del bagno. Infatti solidità e durata sono le sue caratteristiche principali, ma è anche un materiale delicato e fragile e soggetto a facili sollecitazioni e attacchi se non si presta la dovuta attenzione. Per questo motivo il suo uso è consigliato solo in certi ambienti della casa o per determinate zone di una stanza, perché non è adatto a essere usato quotidianamente in modo prolungato e frequente. Considerato materiale di pregio, sicuramente ha dei costi elevati ma oggi è facilmente accessibile a tutti. Splendente, lucido, colorato o con effetti particolari, ecco il marmo in tutte le sue sfaccettature.

Storia del marmo

Come già accennato, fin dai tempi degli antichi greci e romani il marmo faceva parte dell’arredamento quotidiano di un’abitazione, ma lo si trova anche nella costruzione dei noti templi. In tutte le costruzioni monumentali si trovano resti marmorei e non è un caso, date le sue ottime caratteristiche fisiche. Gli antichi lo usavano così spesso anche per quel suo tipico riflesso capace di conferire luminosità all’ambiente circostante. Il marmo deriva dalla cristallizzazione del carbonato di calcio presente nelle rocce sedimentarie come la dolomia o il calcare, in questo modo si ottengono cristalli di dolomite o calcite che presentano colori e fantasie del tutto naturali. Questo processo di trasformazione delle rocce in marmo non permette la formazione di fossili o stratificazioni in quanto il cambiamento avviene a temperature e pressioni diverse. Da queste condizioni di temperatura e pressione dipende anche il colore del marmo, unico nel suo genere e sempre diverso. Il pregiato marmo bianco, per esempio, si ha quando la roccia da cui nasce non presenta al suo interno impurità di sorta.

Una volta estratto dalle cave, il marmo subisce un processo di lavorazione che lo trasforma in lastra. Le lastre di marmo presentano uno spessore che può variare da uno a trenta centimetri, oltre viene chiamato massello. Inoltre è necessario sempre trattarlo per renderlo resistente ai liquidi oleosi e alla porosità. Il costo finale delle lastre deriva quindi dal tipo di marmo, dalla cava da cui è stato estratto e dalla lavorazione subita. Se non si vuole incorrere in una spesa troppo eccessiva, una soluzione è data dal cosiddetto marmo lastronato, in cui c’è solo un rivestimento di marmo ma non lo è effettivamente. Si tratta infatti di un materiale povero che viene ricoperto dalle lastre di marmo. Colore e venature dipendono entrambi dal tipo e dalla provenienza del marmo, mentre le tonalità variano da zona a zona. Di sicuro quanto a resistenza e solidità il marmo rappresenta la scelta migliore, ma ha anche dei difetti che bisogna tenere in considerazione: è poroso, è sensibile all’acqua, allo sporco e all’acido citrico, e non è molto facile da pulire.