Recuperare i dati dai dischi fissi

9 Set

Con la diffusione dei dispositivi mobile, in primi smartphone e tablet, una moltitudine di persone ogni giorno fa affidamento alle memorie portatili per archiviare foto, file, documenti. La rilevanza di questi dati personali non si limita solo alla memorizzazione in sè, quanto al fatto che se dobbiamo fare un backup spesso si fa riferimento a servizi cloud, disponibili in rete, che per quanto sicuri possono essere hackerati.

L’industria del recupero dati lavora da sempre nell’assicurare che dai dischi fissi danneggiati, interni o esterni, si possano recuperare quanti più file possibili. Sono interessati a questo genere di recupero una moltitudine di utenti, che vanno da quelli professionali, come le agenzie statali, i ministeri, le scuole, le banche, fino alle imprese private e gli stessi singoli individui.

Ma quanto dev’essere danneggiato un disco fisso prima di essere irrecuperabile?
La percentuale di danno dipende dalla solidità dello stesso e dal tipo di hard drive con il quale abbiamo a che fare. Spesso il recupero dati avviene all’interno di quella che viene definita camera bianca, un laboratorio sterile nel quale si ricostruisce letteralmente la superficie dell’hard disk. Il quale beninteso potrebbe arrivare in laboratorio in mille pezzi, bruciacchiato, completamente rovinato fin dal suo aspetto esteriore.

La tipologia di danno poi non è solo fisica, potrebbe esserci un errore logico al file di sistema. E ugualmente il disco all’interno essere graffiato o parzialmente danneggiato. Naturalmente ci sono delle tecniche per la riparazione e per il recupero. Un’azienda del settore giudica se il disco fisso è riparabile oppure fornisce al suo cliente un DVD o un disco fisso alternativo, con i dati salvati. In tanti casi la percentuale di salvataggio arriva al 90%.

File come immagini e salvataggi di Office, tra gli applicativi più utilizzati, in genere si possono recuperare, ma dipende molto dalla dimensione.

I genere il costo di un’operazione di recupero dati varia a seconda del danno e del tipo di intervento che bisogna fare. C’è chi è costretto a ricorrere – per motivi di lavoro – al recupero entro le 24 ore, anche di notte, mentre c’è chi può aspettare. Di norma il lavoro non costa meno di 700/800 euro affidandosi a professionisti preparati che restituiscono una buona percentuale dei dati salvati. Il miglior modo per risparmiare è quello di dotarsi di backup, acquistando dei dischi fissi esterni, che vengono salvati e controllati periodicamente, per evitare che anch’essi portino a una perdita di dati. Spesso gli utenti si rivolgono alle aziende del settore perché si è rovinata la partizione e il sistema operativo non è più accessibile, quindi non tanto per dei danni fisici, che pure accadono per problemi elettrici dovuti al fatto che si usano componenti molto economici.

Naturalmente arrivano anche richieste per distruggere dati da hard drive, e non sono pochi quelli che chiedono una consulenza per cancellare interamente dei dati.