Rimedi contro la stitichezza

9 Nov

Normalmente, nell’intervallo che separa una defecazione dall’altra, il retto e vuoto: appena le materie fecali lo raggiungono, il bisogno dell’evacuazione si fa immediatamente sentire. Per varie ragioni, (emotività, fuga davanti agli istinti elementari, esistenza agitata che non può tenere conto degli orari) un individuo può resistere al richiamo del riflesso: in questi casi, la sensazione di bisogno si attenua, e finisce, perfino, per scomparire. Ma un’educazione dell’intestino, con lo scopo di farlo funzionare nel momento preciso nel quale la nostra vita agitata e di lavoro ci concede un po’ di riposo, è sempre possibile: e non bisogna dimenticarla, questa educazione, perché è uno dei piú importanti fattori della nostra salute. La vostra stitichezza risale all’infanzia? Spesso, è stata creata di tutto punto e a vostra insaputa, da un complesso intestinale di famiglia: da una paura esagerata, da una vera e propria fobia, della stitichezza. Basta che il ragazzo stia un solo giorno senza andar di corpo, ed ecco che, subito, il lassativo, quando non addirittura il purgante, diventa d’obbligo, almeno una volta la settimana.

Così si innesca si può dire, la futura stitichezza dell’adulto, se il ragazzo continua a vivere presso coloro che hanno coltivato in loro stessi e in lui, l’ossessione dell’intestino che non evacua. L’apprensione sopprime il riflesso e pretende il lassativo, del quale, ad un certo punto, non si può piú fare a meno, e che diventa il nuovo, l’unico creatore della possibilità di scarica intestinale: e, troppo spesso, la supposta o il clistere hanno potuto giocare questo ruolo di riflesso condizionato. Insieme con la paura, molte volte si tratta di genitori o di insegnanti che provano un senso di disprezzo, quando non di vergogna, nei riguardi di questa funzione fisiologica: e ai ragazzi ad essi affidati inculcano questo disprezzo, questa vergogna, alterando la funzione dei loro intestini, insieme con tutto il loro sistema nervoso.

La conclusione è che alcuni stitici, soprattutto donne, non possono essere guariti dalla loro stitichezza, se non si porta alla normalità la fisiologia del loro intestino e non si fanno scomparire, contemporaneamente, la paura, la vergogna e l’ansietà esagerate che sono alla base di quelle alterate funzioni intestinali. Una cura psicanalitica, che può scoprire un complesso creatosi nell’età infantile, si rende, cosí, necessaria, prima di intraprendere una qualsiasi educazione intestinale. E, da tutto ciò, è facile capire la grande importanza che può assumere un fenomeno banale come la stitichezza, dal momento che esso può fornirci l’occasione di scoprire turbe inconsce, non soltanto negli istinti, ma, anche, nello spirito e nella personalità di un individuo. La vostra stitichezza si accompagna a turbe di vario genere?

Gli spasmi dolorosi, sotto forma di coliche improvvise o di cefalee, la lingua bianchissima, le nausee, le vertigini, la tendenza malinconica (si parla, generalmente, dello stitico come di un essere triste) possono indicare sia un’insufficienza epatica, pancreatica o intestinale, sia una fermentazione intestinale. L’intossicazione detta intestinale non è cosí frequente come generalmente si crede. Ma, quando una infezione microbica (colibacillo, enterococco) è responsabile degli elementi tossici che si trovano nella circolazione, il medico parla di «colite» (o infiammazione del colon), che bisogna trattare, particolarmente, con un regime equilibrato, che sopprima qualsiasi fermentazione favorevole alle pullulazioni microbiche.

Trattamento contro la stitichezza

I purganti

Ve ne sono di molte qualità, e con azione molto differente: Purganti oleosi: olio di ricino, di paraffina, di oliva. Purganti meccanici: grani di lino, gelatina estratta da un’alga dei mari della Cina. Purganti zuccherini. manna, miele, prugne secche, sciroppo di fiori di pesco per i bambini.

Purganti detti catartici (a causa dell’acido catartico che contengono e che costituisce il loro principio attivo): senna, rabarbaro, ontano nero (sotto forma di scorze bollite). Purganti colagoghi (provocanti, cioè, lo svuotamento della bile contenuta nella cistifellea e nelle vie biliari): aloe, podofillina, estratto di bile di bue, indicati, soprattutto, nei casi di insufficienza epatica.

Purganti drastici (cioè energici): gialappa, scammonea (che sono potenti sommovitori dell’intestino).

Purganti salini: solfato, fosfato e citrato di sodio, magnesio e suoi sali. Questi purganti hanno diversa prescrizione, a seconda che debbano favorire una scarica intestinale o provocare un’emissione di acqua dall’intestino (come nel caso degli obesi stitici). L’ontano nero, l’olio di paraffina, i sali variamente combinati, il sottonitrato di bismuto, sono purganti che, a dosi moderate, hanno anche un’efficace azione lassativa. Questa gamma di purganti e di lassativi è molto conosciuta e molto ricca, ma ciò non significa che essi possano essere usati indifferentemente, secondo i gusti e le abitudini delle famiglie o dei singoli individui: è sempre necessario il consiglio del medico. Anche alcune acque minerali, contenenti solfato di sodio, magnesio, sali sodici, sali bicarbonati, hanno buona azione lassativa.

I clisteri, le supposte, come abbiamo detto, sono gli abituali alteratori del riflesso della defecazione. Essi devono essere usati, perciò, soltanto saltuariamente, in caso di vera necessità, come, ad esempio, in una malattia acuta, e non devono mai diventare una abitudine. I clisteri freddi abbassano la temperatura; quelli oleosi attenuano l’infiammazione delle coliti. Meglio, pero, che con l’aiuto di questi farmaci, la stitichezza cronica deve essere combattuta con:

alimentazione: comprendente tutti i cibi utili al funzionamento dell’intestino, con predominio di verdura e frutta cruda; igiene: andar di corpo ad ore fisse, e tentare, senza scoraggiarsi, fino a suscitare il bisogno, per ristabilire il riflesso intestinale; esercizio. marcia, esercizi fisici per fortificare la muscolatura delle fasce addominale e perineale;

massaggi, idroterapia; cure termali. Insomma, quando si è vittime della stitichezza, è indispensabile un esame generale dell’igiene di vita. Spesso, basta smettere o cambiare una abitudine dannosa, per guarire una stitichezza: talvolta, basta la semplice soppressione dei lassativi, anche se vengono presi già da lungo tempo. Si impone, anche, una rieducazione dell’intestino. Alcuni lassativi possono, a lungo andare, provocare una irritazione (colite): per questo motivo, di ogni stitichezza bisogna cercare e curare la causa (appendicite cronica, malformazioni intestinali, infiammazione, ecc.). La terapia, concludiamo, non sarà soltanto locale, ma, anche e soprattutto, generale, perché una vita sana e igienica permette, nel maggior numero dei casi, di evitare o di guarire una stitichezza cronica, anche senza ricorrere a tante medicine.