Stati Made in Italy del Gruppo Mapei

4 Nov

Chi ha detto che la Juventus è la prima società italiana proprietaria di uno stadio? Non è vero. “C’è un nuovo stadio, lo ha fatto il Genoa“, titolava il quotidiano “Il Secolo XIX” del 14 maggio 1911. Era la prima versione dell’attuale stadio Luigi Ferraris nel quartiere Marassi di Genova; in seguito il Genoa l’ha ceduto al Comune. Ora il Ferraris (di stile inglese) è regolarmente utilizzato da Genoa e Sampdoria che non sembrano intenzionate ad abbandonarlo, almeno in tempi brevi. Il Milan invece è stato proprietario del neonato stadio di San Siro inaugurato nel 1926, cedendolo al Comune di Milano nel 1935. Solo nell’era moderna la Juventus va considerata prima socidtà di vertice che si è fatta uno stadio suo.

MAPEI STADIUM

Nel 2013 il Gruppo Mapei ha acquistato e rimodernato il Mapei Stadium Città del Tricolore di Reggio Emilia e lo ha messo a disposizione del Sassuolo Calcio. La società neroverde sta disputando il suo terzo Campionato nella massima categoria ed è orgogliosa di avere un palcoscenico come il Mapei Stadium. Poiché di proprietà diretta Mapei S.p.A. e non Sassuolo Calcio, l’impianto emiliano è maggiormente soggetto ad ospitare anche match di altre squadre come la Reggiana (che gioca in Lega Pro), le varie Nazionali di calcio e anche altri eventi sportivi e congressuali. La struttura ospiterà la finale della Champions League femminile il 26 maggio 2016.

Mapei sta studiando accorgimenti per rendere il Mapei Stadium-Città del Tricolore sempre più accogliente; già sono evidenti modifiche e aggiornamenti delle strutture. “È un gioiello d’estetica e funzionalità”, sottolineano i tifosi di Inter, Milan e Juve che l’hanno affollato. Si può comodamente arrivare in treno al Mapei Stadium, data la vicinanza della stazione. Mapei Stadium – vicinissimo alla stazione dell’Alta Velocità – e Juventus Stadium sono entrambi facilmente raggiungibili da autostrade o tangenziali.

TRAFFICO IN CENTRO

A Torino non si può dire la stessa cosa per l'”ex” Comunale, dal 2006 denominato “Olimpico”, in cui gioca il Toro. È praticamente in centro città, scomodo da raggiungere in auto e con difficoltà di parcheggio. Senza essere esattamente in centro, anche il Franchi di Firenze non è comodo per chi usa l’auto. Va meglio per chi ci arriva in treno, con la stazione a 400 metri. Il Franchi della Fiorentina e il Dall’Ara di Bologna sono antichi: da anni i proprietari dei due club sperano di costruire nuovi impianti. Il Tardini di Parma ristrutturato negli Anni ’90 è un altro impianto troppo in centro città, come il “Menti” di Vicenza. Si raggiungono invece facilmente in auto il Bentegodi di Verona (molto datato) e il San Nicola a Bari, costruito in occasione dei Mondiali di Italia’90 su progetto di Renzo Piano.
NUOVE COSTRUZIONI

Lo stadio Friuli di Udine è un cantiere, benché regolar-mente utilizzato dall’Udinese Calcio in questa stagione. Fa parte degli stadi facilmente raggiungibili: il quartire Rizzi in cui sorge l’impianto è alla periferia di Udine. “Quando sarà pronto tutti lo ammireranno”, assicurano a Udine. In effetti le sue poltroncine colorate e la vicinanza delle tribune al rettangolo Io rendono gradevole già ora a con i lavori in corso. La Roma costruirà uno stadio tutto suo nell’area di Tor di Valle. “Sarà il nostro Colosseo”, ha dichiarato il capitano giallorosso Francesco Totti, “er pupone”. A Palermo c’è il vetusto Renzo Barbera. “Vogliamo un nuovo stadio”, esclamano i picciotti rosanero. “Lo costruirò solo se avrò la possibilità di crearlo nel mezzo di un centro commerciale”, è la risposta di Maurizio Zamparini, presidente del Palermo.

MILANO, CAOS STADI

Il Milan per svariati mesi ha manifestato l’intenzione di costruire uno stadio tutto suo con 48.000 posti nell’area Portello (ex Fiera) di Milano. Per una serie di motivi, non ultimo la necessità di bonificare a caro prezzo l’area ex Fiera e le problematiche di quartiere (“No allo stadio!”, hanno ribadito gli abitanti) il progetto rossonero si è arenato. “Rimaniamo a San Siro, rappresenta la storia del calcio”, ha dichiarato il presidente Silvio Berlusconi per la gioia dei tifosi milanisti. Si è però scatenata la rabbia dell’Inter, che già si era attivata con architetti e strategie di finanziamento per acquistare e ristrutturare lo stadio intitolato dal 1980 a Giuseppe Meazza, riqualificando terzo anello e le aree antistanti. Il San Siro-Meazza ora ha pure una nuova linea di metropolitana, non ha senso abbandonarlo. La tribuna centrale-primo anello del Meazza ha subìto ammodernamenti nella parte inferiore nell’estate 2015. Inter e Milan compreranno il Mea77a dal Comune di Milano?

COMFORT E DEROGHE

In Italia la media spettatori alle partite è diminuita e per molti la colpa principale è degli stadi più che delle tv a pagamento, della violenza e dell’effettiva competitività dei club. “Il comfort non esiste in molti stadi”, si ripete spesso. Neppure la sicurezza, se si pensa che svariati stadi vivono lunghe fasi di inagibilità e con rapidi interventi di carpenteria diventano improvvisamente adeguati a ospitare il pubblico. Il problema non è sorto di recente, risale a fine Anni Novanta. Nelle ultime stagioni del Venezia in Serie A, il suo stadio Sant’Elena era dichiarato inagibile per 6 giorni alla settimana. Diventava agibile alla domenica (o al sabato, nel caso di anticipo) con una deroga. Per ogni match casalingo serviva una deroga e Venezia non era l’unico caso nel calcio professionistico. Avere comfort significa anche giusta proporzione tra servizi igienici e numero di spettatori.

Uno dei tanti motivi che hanno indotto il Napoli a contenere gli accessi al San Paolo è il numero limitato dei bagni. Per problemi vari il tempio di Maradona da capienza 80.000 posti è passato a 60.000, con gran parte dell’anello inferiore che rimane desolatamente vuoto. Il numero limitato dei bagni è altresì un problema allo stadio Azzurri d’Italia di Bergamo. Chi va a vedere l’Atalanta deve mettere in preventivo le code in caso di utilizzo degli impianti igienici. A Londra nel nuovo e bellissimo Stadio di Wembley (90.000 posti) non c’è questo rischio: i bagni sono ben 2.618. Le tribune dell’Azzurri d’Italia di Bergamo hanno comunque subito un restyling e ora sono almeno migliori dal punto di vista estetico. L’Atalanta sognava di costruire un nuovo stadio da 28.000 posti in zona aeroporto di Orio al Serio: pare che non diventerà realtà.