stella polare

Corpi celesti visibili e riconoscibili a occhio nudo

Una degli aspetti più piacevoli di vivere in un piccolo centro è sicuramente quello di poter apprezzare la volta celeste, senza il noioso inquinamento luminoso, che ci priva della bellezza del cielo stellato.

Ma quali corpi celesti, ad esempio i pianeti, è possibile ammirare in cielo a occhio nudo, senza fare ricorso a un telescopio?

L’inquinamento luminoso ha tolto il piacere, a chi vive in città, di godere di un cielo stellato, come si deve. Non c’è paragone con quello che si vede in città, per cui la notte assume un altro connotato, soprattutto durante la bella stagione. E diventa una compagna di vita, esattamente come l’alba, quando senti i rumori della natura.

Un aspetto interessante dell’osservazione del cielo e che è un’attività che facciamo molto meno rispetto al passato. Le immagini ad alta risoluzione del campo profondo del telescopio James Webb, arrivate a luglio 2022, ci confermano che le persone normali hanno interesse nello spazio, ma sembrano aver perso il piacere di osservare il cielo costantemente.

Eppure per gli antichi questa era una pratica in grado di suscitare emozioni, scatenare domande filosofiche di rilievo.

Forse abbiamo la mente troppo concentrata dalla preoccupazioni quotidiane? O non è forse vero che lasciamo assorbire il nostro tempo libero da attività molto meno interessanti, come navigare costantemente sui social media?

Di certo l’inquinamento luminoso non aiuta. Il consiglio per tutti è di recarsi in campagna o fuori città, ad esempio in un piccolo centro, in una notte d’estate e lasciarsi trasportare dalla bellezza del cielo stellato.

Ecco però cosa vediamo solitamente a occhio nudo che è facilmente riconoscibile.

La Luna

Il nostro satellite è visibile anche di giorno. Anzi, la sua visibilità diurna in qualche modo è più apprezzata, perché ci fa caprie quanto sia speciale il nostro satellite.

Si tratta dell’oggetto notturno più luminoso e più grande che vediamo in cielo, dopo il tramonto. La Luna ha quindi richiamato l’attenzione di artisti, scrittori, poeti, cantanti e scultori a causa della sua presenza. Ma la Luna ha chiaramente un interessante storia astronomica alle spalle, ben prima delle esplorazioni umane, culminate con il primo sbarco del 21-07-1969.

Le fasi lunari hanno da sempre colpito l’immaginazione degli individui ed oggi è possibile seguirle facilmente via smartphone, scaricando le app apposite.

Anche la mappa della Luna è stata completata grazie alle sonde. I suoi crateri e i suoi mari hanno dei nomi, ma non smette mai di stupire, tanto che si parla sempre più insistentemente di una stazione spaziale lunare, nel futuro.

Le stelle e le costellazioni

Per gli antichi le costellazioni erano dei gruppi di stelle facilmente riconoscibili, che per la loro vicinanza apparente, venivano considerate come parte di uno stesso settore dello spazio. Se volete riconoscerle esistono app come Star Walk 2 e Sky View Lite.

Nell’atmosfera inquinata dall’illuminazione artificiale se ne riconoscono davvero poche, nonostante esse riguardino di fatto le stelle più luminose della galassia. Basti pensare al Grande Carro, con l’Orsa Maggiore, che i latini chiamavano Septem Triones, Sette Buoi, da qui l’identificazione con il nome settentrione, sinonimo di nord, e riconducibile alla stella polare (Polaris) intorno alla quale ruota il carro, che peraltro è il vertice del Piccolo Carro.

Interessante no? Queste costellazioni sono visibili in determinate posizioni e a determinate latitudini. Dai cieli italiani il Grande Carro è facilmente identificabile. Ma per altre costellazioni e stelle molto famose potresti aver bisogno di una mappa stellare.

I pianeti del Sistema Solare

Pianeta vuol dire letteralmente stella che si muove o corpo celeste vagabondo e deriva dall’antico greco. La credenza, allora, fosse che i pianeti si muovessero nella sfera celeste, a differenza delle stelle che occupavano una posizione fissa.

Il fatto che si muovessero li rendeva anche facilmente distinguibili e riconoscibili rispetto agli altri astri.

Durante un cielo notturno privo di foschia e non inquinato dall’illuminazione artificiale è possibile riconoscere:

  1. Mercurio
  2. Venere
  3. Marte
  4. Giove
  5. Saturno

Di questi pianeti, Mercurio è il più complicato da riconoscere perché orbita molto vicino al Sole, per cui appare basso all’orizzonte. Non aiuta nemmeno il fatto che sia il più piccolo dei pianeti del Sistema Solare. Marte in genere è visibile in alto, rossiccio, di colore brillante. Piccolo, ma facilmente individuabile. Venere è talmente brillante che può essere confuso con una stella. Appare all’alba e alla sera, il primo a comparire e l’ultimo a sparire quando c’è luce. Giove e Saturno appaiono come dei punti luminosi, ben definiti, ed è possibile scorgerli solo dopo averli osservati per un po’ di giorni, dal loro movimento.

Naturalmente anche in questo caso le app possono aiutare a individuare l’esatta collocazione in un dato giorno.

Meteore o stelle cadenti

Le meteore sono dei frammenti che penetrano l’atmosfera staccandosi da corpi più grandi durante il loro tragitto nel sistema solare. Di norma lasciano solo una scia luminosa e per questo vengono anche definite stelle cadenti, e si apprezzano durante una caratteristiche “pioggia” nelle nottate di mezza estate.

Corpi più grandi come i bolidi e le meteoriti, ad esempio quello di Chelyabinsk, negli Urali, nel 2013, sono in grado di fare danni anche in superficie.

Si tratta perlopiù di corpi che escono dalla fascia asteroidale presente tra Marte e Giove.

Le galassie e la Via Lattea

A occhio nudo le galassie appaiono come stelle sfocate, avvolte in una nube, e non è facile apprezzarle nella loro intera bellezza senza l’ausilio di un telescopio. Molte di quelle che sembrano stelle sono in realtà galassie lontane. All’interno delle galassie più vicine alla Via Lattea non è quindi possibile vedere le stelle che lo compongono, ma in cielo la galassia Andromeda M-31 è abbastanza riconoscibile.

È possibile anche distinguere la scia luminosa della Via Lattea, cioè uno dei bracci della galassia a spirale nella quale è presente il Sole insieme a centinaia di miliardi di altre stelle. E riconoscere così stelle particolarmente brillanti come Sirio o Alfa Centauri.

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